Non una semplice danza e neppure un’arte marziale, ma espressione e movimento corporeo.
Ecco una disciplina che non dona solo benessere fisico, ma anche interiore.
Nonostante sia nata ben 25 anni fa negli Stati Uniti, solo ora inizia ad essere apprezzata anche in Italia.
“Nia”, questo il suo nome, è una combinazione ben riuscita di yoga, arti marziali, terapie corporee e danza ed «è indirizzata al riequilibrio del rapporto corpo-mente-spirito, portando allo stesso livello il corpo, la mente e le emozioni per integrare l'aspetto neurologico della persona» spiega Giorgio Rivari di Omniaction.it «Permettendo un contatto profondo è capace di recuperare, attraverso la vibrazione del suono (tracce musicali mirate) e il movimento, quelle che sono le capacità espressive prsonali, molto spesso assopite o nascoste dietro a strutture di tipo caratteriale. Il Nia (che è l’acronimo di Neuromuscolar Integrated Action – Azione Neuromuscolare Integrata), associa la sua azione sul principio di "gioia del movimento" e al piacere corporeo, utilizzando la combinazione di nuove forme di movimento. Il Nia insegna a interpretare fisicamente e a dirigere internamente le azioni e le scelte. Ad ascoltare la "voce del corpo" nel processo di crescita personale e di autoguarigione - responsabilità della propria salute -. Un corpo danza in una mente libera».
Il Nia è una disciplina adatta a tutti, persone di «qualsiasi età e livello di fitness. A tutti quelli che amano muovere e percepire il proprio corpo in armonia e sono interessati a incontrare il cambiamento su tutti e tre i livelli di corpo-mente-spirito (emozione). E' indicato a tutti quelli che desiderato incontrare la propria sfera emotiva e a riscoprire capacità latenti nell'ottica di uno sviluppo e crescita personale, liberandosi di quelle cosiddette corazze caratteriali che costituiscono i sistemi psichici di difesa. E' indirizzato a tutti quelli che vogliono tenersi in forma attraverso un metodo cosciente, artistico,espressivo e piacevole emotivamente, per innescare il processo di sviluppo e autoguarigione» continua Giorgio Rivari.
In questi ultimi anni, bisogna ammetterlo, vengono proposte moltissime discipline. Talmente tante che tutti abbiamo un po’ la testa frastornata e ci troviamo in difficoltà quando dobbiamo scegliere quella più adatta a noi. Con tante alternative che ci sono, che ci vengono sempre indicate come le migliori e più benefiche, perché scegliere Nia? domandiamo a Rivari.
«Il Nia è un metodo che viene sperimentato, percepito, elaborato ed integrato attraverso il corpo e le sue fasi di sviluppo attivo. E' come la cioccolata: devi assaggiarla per capirne la dolcezza. Bisogna assaporarla fino in fondo a se stessi per incontrare ed integrare quello che ognuno di noi, in un momento della propria vita, ha interrotto o lasciato in disparte - magari giudicandosi non capace, non all' altezza, non abbastanza bravo o non sufficientemente adatto - Tutte cose che ci riportano ad interagire e reagire con quello che è un intimo rapporto con se stessi».
«Il Nia utilizza il corpo per sviluppare le capacità di autoguarigione focalizzando la mente sull'ascolto attento in modo da coinvolgere l'aspetto emotivo integrandolo nei movimenti, nelle sensazioni e nelle libere espressioni di sé» » prosegue Rivari.
«In un mondo molto “plasticoso” ed emotivamente programmato, dove la tua voce tende a non essere più ascoltata, dove la tua voglia di fare muovere, parlare, danzare, correre, provare, sperimentare, sfogare, riprendere... dove tutto sembra senza istinto, poco naturale, poco autentico; dove tutto ti viene proposto con pseudo stimoli esterni virtuali... c'è la necessità di recuperare tutte le nostre cose più vere, ritrovarsi a giocare con altre persone; a muovere ed a esprimere in maniera sicura ed in armonia con i ritmi naturali: in pratica a ritrovare la gioia di vivere ed incontrare quel qualcosa di te che molto spesso ti viene a mancare».
Fonte: www.lastampa.it
Gonfi e stanchi dopo un inverno in cui non vi siete mossi? Probabilmente è ora di disintossicarvi!
Spesso, infatti, con l’ arrivo della bella stagione, si soffre di stanchezza, di una generale sensazione di malessere spesso accompagnata da irregolarità intestinale, gonfiore, disturbi cutanei.
Per porre rimedio a questo stato fastidioso, bisogna cercare innanzitutto di riposarsi, di correggere la dieta e di far rigenerare le cellule. Come? Bastano tre giorni di benessere e relax basandosi su tre punti principali: fitness, alimentazione e benessere.

IL FITNESS PER DEPURARSI
Ogni mattina, appena svegli, eseguite un po’ di ginnastica che favorisce la diuresi e regola l’ intestino, facilitando così anche l’ eliminazione delle tossine accumulate durante la notte.
In piedi, inspirate profondamente portando le braccia in alto e piegando leggermente il corpo indietro; quindi espirate portando le mani verso il pavimento e flettendo il corpo in avanti. Ripetete il movimento per 10 volte.
CURARE SE STESSI
Nel corso di questi tre giorni depurativi, sostituite il bagno con la doccia: tonifica l’ attività dei reni e migliora quella dei polmoni, che sono in stretta relazione con la pelle e l’ espulsione delle tossine.
Durante la doccia, massaggiate tutto il corpo con una spugna imbevuta di 4 gocce di olio essenziale di rosmarino (anti-scorie), e utilizzate un detergente intimo con un pH inferiore a 7, che accelera il drenaggio.
ALIMENTAZIONE
Almeno per 3 giorni cercate di evitare gli alimenti conservati e ricchi di zucchero bianco, sale o grassi idrogenati, i salumi e i formaggi grassi, i sughi elaborati, bevande gassate e alcolici, dessert industriali. Cercate invece di mangiare cibi ricchi di fibre, che stimolano l’ intestino, e mangiare a volontà riso integrale (stimola i polmoni), fagioli di soia (sia stufati che in aggiunta alle insalate, per dare un aiuto ai reni), orzo perlato (per il fegato) e zenzero fresco grattuggiato su insalate, pesce al forno e zuppe fresche.
E, al posto dell’ aperitivo, bevete ogni giorno un cucchiaio di succo puro di aloe diluito in un bicchiere di succo di mela. Un ottimo depurativo generale al quale, se viene aggiunto anche un cucchiaino di miele di castagno, agisce in modo specifico sulle cellule.
Inoltre, il succo di aloe è ricco di antrachinoni, sostanze ad efficacia depurativa che accelerano l’ eliminazione delle scorie.
I RISULTATI
La comparsa di piccoli brufoli su viso, collo e decolleté indicano che il fegato sta drenando le tossine e il sangue si sta depurando. Il colore delle urine sarà più chiaro, la pancia sarà più morbida. Provate infine a fare un esperimento con i piedi e le caviglie: poggiate un dito sulla cute in queste zone e osservate: se non resta un alone bianco, significa che la circolazione sta migliorando.
E allora, forza con la depurazione!
fonte:www.mondobenessereblog.com
Per mettersi al riparo da carenze, meglio preferire vegetali ricchi di calcio
Che l'assorbimento del calcio sia un po' difficoltoso si sapeva, così come il fatto che le fibre lo rendono ancora più complicato, soprattutto se la dieta già di suo è carente del minerale. Ora una ricerca condotta su un piccolo gruppo di diabetici di tipo due conferma che mangiare molte fibre, cosa peraltro assai consigliabile in caso di diabete o anche se non si hanno malattie, riduce leggermente l'assorbimento del prezioso minerale.

PICCOLO STUDIO – La ricerca, pubblicata su Diabetes Care, è stata condotta alla Northwestern University del Texas su 13 pazienti con diabete di tipo due: un gruppo consumava fibre per circa 50 grammi al giorno, l'altro seguiva una dieta con un moderato apporto di fibre (24 grammi, pari al consumo giornaliero raccomandato dall'American Dietetic Association. I partecipanti hanno seguito i due tipi di alimentazione per sei settimane, poi li hanno scambiati; tutti gli altri nutrienti erano simili per numero e proporzione delle calorie, da grassi, carboidrati e proteine a micronutrienti come calcio, magnesio e fosforo. Ebbene, la dieta ad elevato contenuto di fibre riduceva un po' l'assorbimento del minerale. «La fibra in più, solubile e insolubile, introdotta con questa alimentazione impedisce all'organismo di assorbire calcio al meglio – spiega Abhimanyu Garg, responsabile dello studio e ricercatore al Center for Human Nutrition della Southwerstern University –. Le fibre però aiutano a tenere basso il livello di colesterolo, a controllare il glucosio e migliorare la regolarità intestinale: è opportuno perciò non ridurne il consumo».
VEGETALI RICCHI DI CALCIO – Gli stessi ricercatori, qualche tempo fa, hanno infatti pubblicato una ricerca che confermava la capacità delle fibre di ridurre i livelli di glucosio e di grassi nel sangue in pazienti diabetici. Quindi si potrebbe pensare di essere di fronte a un rompicapo: le fibre sono irrinunciabili e molto utili in chi soffre di diabete, però allo stesso tempo non ci si può certo esporre a carenze di calcio (per quanto assai difficili da guadagnarsi solo perché si mangia tanta frutta e verdura), perché potrebbe andarci di mezzo la salute delle ossa. Garg consiglia a chi è diabetico ed è quindi fortemente consigliato a incrementare l'introito di fibre: «Parlate col vostro medico della dieta che state seguendo, per “aggiustarla” eventualmente in modo da incrementare il consumo di calcio e riuscire a ottenere il massimo del beneficio. Essere seguiti è importante, perché eccedere col calcio, magari esagerando con gli integratori, può significare aumentare il rischio di calcoli renali», dice Garg. Il modo migliore per salvare (è proprio il caso di dirlo) capra e cavoli? Secondo lo statunitense potrebbe essere sufficiente preferire i vegetali che sono anche ricchi di calcio, ad esempio verdure a foglia verde (cavoli, broccoli), fagioli, carciofi.
Fonte: www.corriere.it
Secondo uno studio col brutto tempo si ottengono migliori risultati nei test, specie se l'umore è basso
In una primavera uggiosa può essere confortevole sapere che la pioggia almeno un vantaggio ce lo dovrebbe avere. Secondo una ricerca australiana infatti la nostra memoria verrebbe favorita dal tempo grigio. Ancor meglio se grigio è anche l’umore.

PIOGGIA DI RICORDI -Secondo i risultati dello studio dell’Università del New South Wales di Sydney , la nostra memoria ricorda tre volte di più quando siamo depressi; e un clima in perfetto stile britannico stimola la mente molto di più di un habitat assolato come quello australiano o mediterraneo. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno condotto un test sugli avventori di un negozio: presso l’accesso sono stati disposti casualmente dieci oggetti, per lo più giocattoli come animali di plastica, macchinine tra cui un autobus rosso e un trattore, un piccolo cannone e un salvadanaio a forma di maiale. Per influenzare ulteriormente l’umore dei clienti, all’interno del negozio è stata diffusa musica triste nei giorni piovosi e allegra nelle belle giornate. Alla fine delle compere è stato chiesto ai soggetti del test quali degli oggetti visti all’ingresso si ricordassero. La conclusione è stata che la loro memoria era decisamente più accurata nelle giornate uggiose.
IL VANTAGGIO DI ESSERE TRISTI - «Sembra un contro senso - spiega il professor Joe Forgas, a capo dello studio - ma un po’ di tristezza è una buona cosa. Infatti le persone hanno fallito il test nei giorni di sole, quando erano più propense a essere allegre e spensierate». Questa ricerca rispecchia il risultato di analisi precedenti che avevano dimostrato che gli studenti depressi avevano voti migliori rispetto ai loro compagni felici. Più in generale si può constatare che il modo in cui la nostra mente pensa e ricorda è fortemente influenzato dal nostro stato d’animo. Quando siamo leggermente turbati aumenta la nostra attenzione nei confronti dell’ambiente che ci circonda e tendiamo a pensare in modo più concentrato e approfondito. Quando siamo felice e di buon umore invece mostriamo più interesse per le persone che incontriamo, concentrando le nostre veloci valutazioni su di esse piuttosto che sullo scenario complessivo.
Fonte: www.corriere.it
Ormai sono sempre più diffuse in tutta Italia ed i loro benefici fanno superare le titubanze dovute al loro nome poco rassicurante: si tratta dei trattamenti termali con acque radioattive, che vantano proprietà terapeutiche per la cura di numerosi disturbi diffusi.
Le acque radioattive, a differenza di quelle comuni, posseggono una radioattività naturale. Questo significa che contengono tracce di elementi come il radon, il torio, il radio, l’ attinio o l’ uranio (ma anche altri elementi naturali) disciolti all’ interno di esse.
L’ elemento che ha maggiori qualità terapeutiche è il radon, proprio l’ elemento di cui tanto si è parlato in occasione del terremoto in abruzzo per via del suo ruolo chiave nel prevedere i terremoti.
Il radon è un gas che disciolto nell’ acqua viene facilmente assorbito dall’ organismo umano attraverso le mucose (soprattutto degli apparati respiratorio e digerente) e la cute, e si diffonde molto rapidamente ai tessuti. Con altrettanta facilità, però, ne viene anche eliminato nell’ arco di poche ore.

L’ ACQUA RADIOATTIVA E’ PERICOLOSA?
L’ acqua radioattiva contiene quantità talmente piccole di particelle radioattive che il tempo di smaltimento medio dopo un trattamento supera di poco i tre giorni. Proprio per questo - e per il fatto che quasi nessuno fa bagni termali in acque radioattive tutti i giorni - le possibilità di accumulare radioattività all’ interno dell’ organismo sono quasi nulle. Da qui v’ è anche la necessità di utilizzare queste acque rapidamente, prima che perdano gli effetti terapeutici a causa del decadimento della radioattività.
EFFETTI SULL’ ORGANISMO
La radioattività delle acque termali ha effetto sia sul sistema nervoso centrale che su quello periferico con azione sedativa e analgesica. Viene infatti impiegata per curare l’ osteoartrosi e patologie dell’ apparato osteo-artro-muscolare, così come nella cura della gotta.
Le acque radioattive hanno anche effetto diuretico e causano un aumento della solubilità dell’ acido urico. E’ infatti assodato che le acque oligominerali radioattive (quelle comunemente sul mercato in bottiglia o impiegate in alcune bibite) producono un effetto della diuresi e l’ eliminazione degli urati.
Non vanno poi dimenticate le azioni vasodilatatrice ed ipotensiva.
AZIONE SULLE FUNZIONI GENITALI FEMMINILI
Un capitolo a parte va dedicato alle azioni terapeutiche che le acque termali radioattive hanno sull’ apparato genitale femminile: esse causano infatti un aumento delle attività degli estrogeni femminili, che si traduce in una regolarizzazione del flusso mestruale, nel miglioramento del trofismo della musoca e dell’ utero e nella cura di patologie infiammatorie croniche o distrofiche.
E allora, basta un salto in piscina e… la cura è a tutto relax!
Fonte: www.mondobenessereblog.com