Link: http://www.ausilium.it

Lavorano di concerto con il Ministero, sono costantemente aggiornati per tranquillizzare i propri assistiti. Non allarmarsi per i sintomi parainfluenzali tipici di questo periodo ed evitare inutili corse all’accaparramento delle mascherine

La paura dell’influenza suina si diffonde e, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità ha innalzarto lo stato di allerta da 4 a 5, il contagio cresce anche in Europa. Un caso certo in Svizzera e 25 sospetti. In Messico invece su 99 casi certi ci sono state 8 vittime e negli Stati Uniti è morto un bimbo messicano. "Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia, ma l'Europa è pronta più che mai", ha detto il direttore generale per le politiche della salute e dei consumatori della Commissione Ue, Robert Madelin.

E in Italia invece la situazione è più tranquilla. I medici di famiglia stanno operando di concerto con il ministero del Welfare per fronteggiare l’emergenza suini. Ma, soprattutto, per tranquillizzare i cittadini sul fatto che adesso non si corre nessun pericolo in Italia, a meno che non si parta per il Messico o per le regioni dove ci sono sospetti focolai. “C’è chi avverte i sintomi dell’influenza e chiama i medici di base – spiega il dottor Giacomo Milillo, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale – e noi spieghiamo che in questo periodo è nella norma avvertire questi sintomi. Attacchi intestinali improvvisi, nausea, tosse e qualche linea di febbre sono disturbi molto frequenti e sono dovuti a fenomeni parainfluenzali tipici del periodo che precede e segue alla stagione influenzale”.

Virus parainfluenzali. "Molti sbagliano a pensare che febbre, raffreddore e tosse – spiega Milillo – siano mali tipici dell’inverno. Bisogna sempre ricordare che, prima e dopo la stagione influenzale ma anche durante l’estate, circolano virus parainfluenzali, ‘coronavirus' ed 'enterovirus', responsabili dei più comuni raffreddori e tosse, ovvero quei disturbi tipici dell’influenza, anche se in maniera più lieve". Chiamare il proprio medico di base è l’unica cosa da fare per informarsi sulle precauzioni e per avere alcune informazioni utili.

Fronteggiare il rischio psicosi.

(fonte salute.kataweb.it)

ausilium.it
30.04.09

Rallentare per vivere meglio?

I ritmi frenetici nemici del nostro benessere?

Essere in grado di ottemperare ai nostri doveri quotidiani “velocemente” sembra oggi divenuto essenziale. Ci alziamo e ci vestiamo di fretta. La caffeina che ci sveglia al mattino è uno dei simboli dei nostri tempi: cerchiamo sempre più esperienze adrenaliniche, per sentirci vivi e attivi. Dai drink energetici consumati in discoteca per poi scatenarsi e perdere il controllo, ai film horror sempre più angoscianti e terrificanti che danno la sensazione di “avere i nervi a fior di pelle”.

calma e pace

Ma negli ultimi anni, a partire dall’ideologia dello “Slow Food” , si è sviluppata una corrente di pensiero che promuove e incoraggia uno stile di vita diverso da quello adrenalinico, automatico, frettoloso cui siamo ormai tutti assuefatti e che ha un prezzo alto da pagare per il nostro organismo: ipertensione, ansia, rabbia cronica, agitazione e poi abuso di alcol e stimolanti e, infine, sonniferi per riuscire a dormire.
Uno stile di vita alternativo in cui si possa vivere le proprie giornate con relativa calma e serenità. Una vita che sia pacata progettualità nel caos e nella confusione che ci circondano.

Ma come trovare una nicchia di pace e calma?

Il consiglio è quello di chiedersi, per ogni attività che svolgiamo, se sia proprio così indispensabile. O se magari quel tempo possa essere dedicato ad altro, ossia a noi stessi. Stare soli con se stessi, immersi nei propri pensieri, magari anche focalizzandosi sui problemi e cercando di risolverli. Fare attività fisica all’aperto, in mezzo al verde; o praticare una delle numerosissime discipline orientali, come lo yoga, per il benessere del corpo e della mente. E quando ritorniamo alla realtà puntare all’essenziale, eliminare tutto il superfluo. E andare con una comoda seconda marcia, non in quinta!

La forza è nella calma?

Siamo costantemente bombardati da stimoli eccitanti e spesso nocivi e consumiamo tutto in fretta. Dai libri, sempre più facili da leggere e meno articolati: chi mai si porterebbe Dostoevskij in metro? Ai film, sempre più incalzanti e sconvolgenti: film come quelli di Hitchcock che tenevano desta l’attenzione dando il giusto brivido oggi li guardiamo per puro piacere intellettuale, un po’ come andare al museo. Anche l’arte, in tutti i suoi campi, sta diventando sempre più ad effetto. Deve scioccare sempre di più.

Cercare di agire con maggiore calma non significa necessariamente annoiarsi. Abbiamo la sensazione di fare meno e magari ci sentiamo in colpa se rallentiamo il passo? Non è così. Vivere momento per momento la giornata, invece di scivolare su ogni attività pensando già alla successiva, ci permetterebbe, al contrario, di assaporare maggiormente la vita apprezzandone i particolari. La nostra felicità, infatti, non può dipendere da quanto ci abboffiamo di attività, svaghi, lavori o vacanze lampo.

Educati a "correre"?

Il ritmo accelerato che ci imponiamo fa parte anche dell’educazione che abbiamo avuto da bambini: spesso i genitori non sopportano di vedere il proprio figlio che ozia. Ma è un peccato, perché è proprio dalla noia che si sviluppa la capacità di fantasticare, di immaginare. Al bambino viene imposta l’attività continua e, nell’ozio, si preferisce la tv, che però è nemica del pensiero.

Nell’adulto l’attività continua e accelerata serve anche a dimenticare se stessi e i propri problemi: questa strategia di vita, tuttavia, spesso non funziona e porta a problematiche psicologiche più complesse. Gli studi psicoanalitici dell’ultimo decennio indicano infatti che è più sana una persona che riesce a stare calma e relativamente serena in completa solitudine rispetto a chi è sempre sulla cresta dell’onda e in prima fila in ogni situazione sociale, ma perché da solo sta male.

Come sconfiggere il nervosismo contemporaneo?

Larry Dossey, medico americano, ha parlato di “instabilità del tempo”, invitando a considerare il tempo non come qualcosa che sfugge e che non basta mai, bensì come un “elemento” in cui siamo immersi e da usare con saggezza e moderazione.
Il tempo, infatti, non dovrebbe essere visto come un nemico da sconfiggere, dividendosi affannosamente tra studio, lavoro, famiglia, vita sociale e vacanze, ma come compagno di viaggio benevolo e copioso se sappiamo gestirlo con calma.
Alla ricerca di tempi e ritmi più naturali, senza che il futuro da cui ci sentiamo trainati diventi un tiranno. Forse iniziando a non sperperare energie in nome di un ideale di “perfetta efficienza” potremo riuscire a sconfiggere quel “nervosismo moderno” di cui parlava Freud più di un secolo fa.

A cura di Riccardo Serafini
Psicologo clinico e Formatore

Fonte:http://it.health.yahoo.net/

Bambini in palestra, anche con l'asma. Un consiglio alle mamme, ''che non dovrebbero chiedere l'esonero dall'ora di educazione fisica''. A dirlo e' Vito Brusasco, presidente della Societa' Italiana di Medicina Respiratoria (SIMeR) intervenendo oggi a Roma alla presentazione dell'Anno del Respiro. ''Spazio quindi a discipline in cui i piccoli si sentono piu' bravi, l'importante e' tenere sotto controllo il disturbo'', dice lo specialista, che porta ad esempio grandi campioni dello sport a cui l'asma non ha impedito di vincere trofei e medaglie, come i nuotatori Mark Spitz e Federica Pellegrini.

asma bambini

''Si tratta, casomai, di scegliere lo sport piu' adatto'', spiega Brusasco. La piscina, ad esempio, e' ''amica'' dei bronchi, meno indicati gli sport con sforzi prolungati.

Ostacoli che non hanno frenato il ciclista spagnolo Miguel Indurain e il re italiano dello sci di fondo Giorgio di Centa, entrambi campioni e asmatici.

Fonte: www.asca.it

Diminuire le tensioni, il colesterolo, l'invecchiamento e le tossine

State leggendo questo articolo perché pensate si tratti di uno yoga "hard" o per soli adulti? Ci spiace deludervi, ma non è questo il caso, anche se ci troviamo di fronte a una disciplina molto interessante e dalle grandi potenzialità.
Si tratta infatti di un tipo di yoga che si esegue in ambienti molto caldi. La sala in cui si svolge il Bikram Yoga è riscaldata a una temperatura compresa tra i 38 e i 45° C. Tale temperatura serve a «sudare più facilmente espellendo tossine per 90 minuti. Il calore aiuta ad alimentare i muscoli aumentando l’afflusso di ossigeno e quindi bruciando più carburante. Un potente sistema anti stress, disintossicante, nonché complementare per la perdita di peso e per lo sviluppo del tono muscolare» spiega Isabella Zuanelli Ponzo, istruttrice di Bikram Yoga nella città di Roma.

I benefici di questa disciplina sembrano essere molti, tra cui «un buon allenamento cardiovascolare, un aumento della flessibilità della colonna vertebrale con conseguente diminuzione di tensioni e irrigidimenti; un abbassamento del livello di colesterolo e una riduzione del processo d’invecchiamento delle cellule. Anche il recupero in caso di incidenti sembra essere più facile, così come la routine quotidiana fuori dalla sala diventa più semplice. Lo stress e le tensioni diminuiscono» continua Isabella Zuanelli Ponzo.
«Per passare ai benefici più propriamente "fitness" parliamo di un consumo fra le 400 e le 600 calorie per lezione; maggiore tonificazione e un aumento della massa muscolare; incremento della resistenza e dell’equilibrio. Bikram yoga utilizza l’effetto tourniquet: durante le posture avviene una compressione degli organi interni e nel momento in cui la compressione è alleviata vi è un incremento nell’afflusso della circolazione arteriosa all’organo, e di conseguenza un maggiore apporto di ossigeno. L’aumentata circolazione venosa invece favorisce la rimozione delle tossine, poi eliminate attraverso l’epidermide. Le posture lavorano in modo armonioso su tutto il corpo mantenendo l’organismo in perfetta salute e aiutando a mantenersi efficienti».

Il Bikram Yoga, anche in Italia, in questi ultimi anni «ha riscosso così tanto successo perché è più in linea con i comportamenti occidentali contemporanei. Infatti non si è presentato con una filosofia e non ha nessuna patina di spiritualità. Non si recitano mantra, ma è un workout di 90 minuti. È l'unica forma di yoga che attira il 50 per cento di clientela maschile. Bikram yoga è un'attività fisica e non c'è niente di intellettuale. La mente è vuota, il corpo lavora» sottolinea Zuanelli Ponzo.

Una curiosità sul Bikram Yoga riguarda la nascita di questa disciplina ci dice l’istruttrice, che prosegue «Bikram Choudhury è il fondatore di “Yoga College of India”, struttura presente a livello mondiale. Nato a Calcutta nel 1946, Bikram comincia a praticare Yoga a quattro anni sotto l’insegnamento di Bishnu Gosh, fratello minore di Paramahansa Yogananda (fondatore della Self-Realization Fellowship in Los Angeles ed autore di “Autobiografia di uno Yogi”). Gosh, famoso culturista, è stato il primo a determinare scientificamente la capacità di curare dolori cronici e guarire il corpo con lo Yoga. A 13 anni Bikram vince il Campionato Nazionale di Yoga e mantiene il titolo per i successivi tre anni. A 17 anni un incidente durante un sollevamento di pesi compromette gravemente il suo ginocchio. Non accettando la diagnosi dei medici di rassegnarsi ad un'invalidità permanente, Bikram decide di ritornare sotto le cure di Bishnu Gosh: dopo sei mesi il suo ginocchio è completamente guarito. Per onorare la volontà del suo maestro, Bikram apre diverse scuole di Yoga in India, e il loro successo lo spinge ad aprirne altre in Occidente e a condividere i benefici terapeutici del suo metodo con il mondo».

Per maggiori informazioni:
Bikram Yoga Roma - via Aurelia 190B - 00165 Roma (zona Vaticano)
Telefono 06/39366357 - info@bikramyogaroma.itwww.bikramyogaroma.it

Fonte: www.lastampa.it

La fisioterapia, effettuata di routine come serie di sedute per migliorare le condizioni dei pazienti sofferenti di mal di schiena lombare, potrebbe non avere un effetto superiore a quello di una semplice chiacchierata con il fisioterapista. Lo evidenzia uno studio, apparso sul British Medical Journal, che ha messo a confronto la pratica tradizionale con una semplice seduta di valutazione e consigli da parte del terapista.

lombalgia

Lo studio aveva l’obiettivo di valutare l’efficacia dei cicli di fisioterapia che vengono effettuati generalmente per la cura del mal di schiena, confrontati con un colloquio di valutazione con un fisioterapista che fornisca al paziente una serie di consigli. I pazienti, 286 soggetti che soffrivano di dolori lombari alla schiena da più di 6 settimane, hanno ricevuto un opuscolo di consigli relativi a come rimanere attivi e mantenere un atteggiamento positivo riguardo al loro disturbo, e hanno discusso queste informazioni in un colloquio con il fisioterapista. Il gruppo sperimentale ha in aggiunta effettuato 5 sedute di fisioterapia secondo i protocolli standard del Sistema Sanitario Nazionale, comprendenti manipolazioni e mobilizzazione delle articolazioni, massaggi, stretching, esercizi ed applicazioni calde e fredde. Gli effetti sono stati confrontati un anno dopo: i pazienti che avevano effettuato la fisioterapia riferivano un benessere soggettivo ricevuto dalle sedute, tuttavia non erano evidenziabili effetti oggettivamente differenti fra i due gruppi per quanto riguarda i benefici a lungo termine, secondo una scala di misurazione della disabilità.

I ricercatori osservano che sono necessari altri studi per accertare meglio l’utilità della fisioterapia nelle lombalgie, in quanto il 30 per cento dei soggetti studiati in questa ricerca non ha fornito i dati al controllo annuale. Le conclusioni degli autori comunque sono che, in base ai dati attuali, non vi sono speciali benefici a lungo termine in terapie come la manipolazione spinale, ai fini di alleviare il mal di schiena lombare, anche se il benessere soggettivo dei pazienti è un dato comunque importante da tenere in considerazione, in quanto l’atteggiamento psicologico incide sui comportamenti che possono aiutare a affrontare questo disturbo nel modo ottimale.

Bibliografia. Frost H, Lamb SE, Doll HA et al. Randomised controlled trial of physiotherapy compared with advice for low back pain. BMJ 2004;329:708.

Fonte: http://it.health.yahoo.net

<< 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 27 >>

Un mondo di idee sul benessere e la salute!

Aiutaci a migliorare il servizio offerto!

Compila il questionario cliccando sulla seguente icona. Il tuo contributo è importante! Help us

Search

September 2010
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
 << <   > >>
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      

Link Utili

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360°provenienti dal mondo dei blog! Iscritto su Aggregatore.com Top 100 Blog
CIAO