Link: http://www.ausilium.it

QUESTO test consente di stabilire la capacità di equilibrio statico dell’atleta: dopo opportuni allenamenti finalizzati puó rilevare i miglioramenti. L’atleta si posiziona in piedi con le mani ai fianchi e lentamente solleva una gamba e pone le dita del piede contro il ginocchio dell’altra gamba. Poi si solleva sulla punta del piede (posizione della cicogna) e mantiene la posizione il piú a lungo possibile. Non appoggiare il tallone!

(fonte kataweb.it)

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Un volume del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) su alimentazione e tumore individua dieci regole per prevenire il cancro. Sono i risultati più solidi che la ricerca scientifica ha ottenuto fino a oggi

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso un’opera di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori. Vi hanno contribuito oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa cinquanta centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.

Il volume, disponibile su questo sito, è molto prudente nelle conclusioni, che si riassumono in 10 raccomandazioni. Sono i risultati più solidi che la ricerca scientifica ha ottenuto fino a oggi.

1. Mantenersi snelli per tutta la vita. Per conoscere se il proprio peso è in un intervallo accettabile è utile calcolare l’Indice di massa corporea (BMI = peso in Kg diviso per l’altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un BMI = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1.), che dovrebbe rimanere verso il basso dell’intervallo considerato normale (fra 18,5 e 24,9 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità).

2. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni. In pratica è sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno; man mano che ci si sentirà più in forma, però, sarà utile prolungare l’esercizio fisico fino ad un’ora o praticare uno sport o un lavoro più impegnativo. L’uso dell’auto per gli spostamenti e il tempo passato a guardare la televisione sono i principali fattori che favoriscono la sedentarietà nelle popolazioni urbane.

3. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Sono generalmente ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food. Si noti la differenza fra “limitare” ed “evitare”. Se occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato, ma mai quotidianamente, l’uso di bevande gassate e zuccherate è invece da evitare, anche perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso di sazietà.

4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g); si noti fra le verdure non devono essere contate le patate.

5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Si noti la differenza fra il termine di “limitare” (per le carni rosse) e di “evitare” (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio.

6. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti. La quantità di alcol contenuta in un bicchiere di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore.

7. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi quindi del buon stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi.

8. Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Di qui l’importanza della varietà. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata.

9. Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.

10. Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.

Ultimo consiglio: non fare mai uso di tabacco.

(fonte kataweb.it)

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Uno studio dell'università di Pisa dimostra che la mancanza di sonno (almeno 18 ore) ha gli stessi effetti di un tasso alcolemico superiore a quanto consentito per legge. Un'occasione per ricordare l'importanza di mettersi al volante riposati

Due giorni per il "ponte" di questo fine settimana, tre per quelli del primo maggio e del due giugno. Un calendario casualmente favorevole: ma i ponti, anche quando sono corti, non lo sono mai abbastanza per gli italiani. Si fanno programmi a tutto campo, senza voler perdere un minuto, ignorando stress e stanchezza. Così, magari dopo un'intensa giornata di lavoro, si prevede la partenza appena usciti dall'ufficio oppure, ancor peggio, se si è turnisti di notte, ci si mette al volante dopo aver timbrato il cartellino. Realtà diffuse che purtroppo spesso sono alla base d'incidenti, soprattutto quando il viaggio dura qualche ora. Le statistiche parlano di una percentuale tra l'1 e il 3% d'incidenti dovuti alla mancanza di sonno.

Sonno uguale alcool. Uno studio clinico - condotto da alcuni centri di Medicina del sonno, fra cui quello della clinica Neurologica, all'Azienda ospedaliera universitaria pisana diretta dal professor Luigi Murri - arriva a interessanti conclusioni sulla somiglianza degli effetti dovuti alla mancanza di sonno con quelli derivati dall'alcool.

La deprivazione di sonno (almeno 18 ore consecutive di veglia) altera le prestazioni di guida come se si avesse, nel sangue, una concentrazione di alcool superiore ai limiti consentiti dalla legge (che di 0,5 mg/dl).

Oltri alla capacità di reagire prontamente a un pericolo, va tenuto conto anche dell'aspetto comportamentale in senso lato: la mancanza di sonno e l'eccesso di alcool alterano le capacità di giudizio, aumentano l'aggressività e, complessivamente, portano a stili di guida più a rischio.

Le fasce orarie a rischio. La qualità e la durata del riposo prima della partenza, assieme al tipo di lavoro eseguito, hanno un valore prioritario e l'orologio "biologico" in ciascuno di noi, con l'alternanza luce-buio, sincronizza funzioni come ciclo sonno-veglia, temperatura corporea, secrezioni ormonali.

(fonte saluteKataweb)

ausilium.it
25.04.09

Il sovrallenamento

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Spesso l’idea di ottenere rapidamente dei risultati porta a relegare in secondo piano i tempi di recupero del nostro organismo. In una corretta programmazione anche il recupero svolge un ruolo essenziale e non casuale.

Una elevata somministrazione di lavoro, che non includa un adeguato recupero, porta facilmente a situazioni di over training, ossia di sovrallenamento. Il sovrallenamento è un pericolo comune, che ha come conseguenza il peggioramento generale della prestazione e un costante senso di affaticamento.

Il sovrallenamento non espone solo ad un peggioramento della performance sportiva, ma piuttosto ad una generale e debilitante situazione organica, caratterizzata da disturbi del sonno e dell’appetito, tachicardia, diminuzione della massa muscolare ecc. Uscire da una situazione di sovrallenamento può richiedere tempi anche molto lunghi.
Nonostante alcuni sintomi, come quelli citati, siano un evidente campanello d’allarme, nei casi più gravi il sovrallenamento può avere un periodo quasi asintomatico. Se l’incremento del senso di indolenzimento che segue una seduta allenante inizia ad essere più marcato del solito, o il peso corporeo inizia a calare, se nel bel mezzo di una sessione allenante le forze vengono meno, è bene chiedersi se ci stiamo preoccupando di recuperare adeguatamente, o se ci stiamo allenando in modo adeguato.

Un regime alimentare non idoneo, o insufficienti ore di sonno, costituiscono ulteriori elementi che possono facilitare l’insorgenza dell’over training. In caso di atleti professionisti le responsabilità sono imputabili anche ad una errata pianificazione della stagione sportiva o dei calendari di gara.

E’ importante, come in buona parte delle cose, attuare una strategia preventiva, che scongiuri del tutto la possibilità di incorrere nell’overtraining. Ad esempio con incrementi graduali dell’intensità del nostro allenamento, con adeguate ore di sonno ed una corretta alimentazione, ma anche inserendo periodi medio lunghi di riposo e recupero fra i vari macrocicli di allenamento.

Da un punto di vista fisiologico, la diminuzione delle scorte di glicogeno muscolare, senza un adeguato ripristino, induce nell’organismo gravi stati catabolici, con diminuzione della glutammina organica e deplezione di aminoacidi a catena ramificata responsabili, fra l’altro, di mantenere importanti equilibri ormonali. Anche la disidratazione o la perdita di alcuni minerali (es. ferro) può indurre in situazioni di sovrallenamento. Il quadro sintomatologico è ricco di decine di manifestazioni, dal danno muscolare allo squilibrio neuro-endocrinologico, dalla compromissione delle difese immunitarie alla depressione.
Tutte ragioni che palesano la necessità di prevenire tale insidioso nemico dell’allenamento.

(fonte nonsolofitness.it)

ausilium.it
25.04.09

I consigli della nonna

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Ci sono tanti detti che spesso sono veri, per curiosità, per sdrammatizzare e vivere con serenità un momento così bello e importante come quello della gravidanza, abbiamo pensato di raccoglierli per leggerli insieme... e chissà che non sia vero davvero!!!

Pancia a punta non va in guerra....
Si sa che il ventre di ogni donna si "gonfia" in modo diverso nel corso della gravidanza, di solito si dice che se si allargano i fianchi si è in attesa di un maschio se invece la pancia è a "punta" si è in attesa di una femmina, questo il detto dalla antichità "pancia a punta non va in guerra " in quanto nascendo una femmina non sarebbe stata arruolata nell'esercito.

Se ti fa male la gamba sinistra aspetti una bambina
Spesso la gravidanza è accompagnata dalla infiammazione del nervo sciatico, così dolorosa e fastidiosa, pare che questa infiammazione sia più frequente se se è in attesa di una femminuccia

Se mangi latte avrai una bambina, se mangi carne un maschietto
Sembra che il sesso del nascituro sia anche legato alla dieta che la mamma segue prima della gravidanza, anticamente si diceva che la nascita della femmina era anticipata da grandi mangiate di latte e latticini mentre quella del maschio si propiziava ingerendo carne... chissà....

Sette mesi, sette facce
Questo detto è dedicato ai neonati, appena nascono si cerca subito di identificare a chi assomigliano di più se al papà o alla mamma, si diceva che nel corso dei primi sette mesi il neonato cambia "viso" sette volte e di conseguenza assomiglia a volte alla mamma a volte al papà

Bello in fascia, brutto in piazza
La credenza secondo cui chi nasce brutto diventa bello da adulto

Tra il sette e l'otto cresce il fagotto
Indica la tendenza della pancia della gestante a crescere in maniera evidente tra il settimo e l'ottavo mese

Se ti "brucia" lo stomaco nascerà un bambino con i capelli
Se nel corso della gravidanza si soffre di bruciore di stomaco si dice che nascerà un bambino con i capelli

Il primo figlio ha il sedere d'oro
Nel senso che il primo figlio è senza dubbio il più atteso e quindi il più viziato.

Presto dentino, presto fratellino
Se un bambino piccolo mette presto i denti, avrà altrettanto presto un fratellino.

Chi ha il codino aspetta un fratellino.
Che vuol dire più o meno: se l'attaccatura dei capelli alla nuca di un bambino finisce "a punta" (il codino), vuol dire che ce ne sarà un altro e sarà dello stesso sesso. Se invece i capelli finiscono dritti, vuol dire che non ce ne sarà un altro o che il prossimo sarà di sesso diverso

Il sesso del bimbo/a da come ti guardi le mani
Se si prende alla sprovvista una gestante dicendole che ha le mani sporche, questa avrà la reazione di osservarsele immediatamente. Se le guarderà tenendo il dorso delle mani rivolto verso l'alto partorirà un maschio, se invece le girerà con i palmi all'insù avrà una femmina!

Il colore della pelle del viso ti dice se avrai un maschio o una femmina
Quando la pelle del viso diventa scura e' un maschietto
Se il viso della mamma diventa bruttino e' un maschietto

Curiosità se aspetti una femmina
La femmina fa cadere per terra la mamma
La femmina fa la mamma molto addormentata e l'ha manda spesso in bagno per fare la pipi
Quando la mamma aspetta la femminuccia la pancia e' molto rotonda

Se il primo figlio dice mamma x prima avrà una sorellina,se dice papà avrà un fratellino....

Da come ti pieghi per raccogliere un oggetto ti dico se avrai maschio o femmina
Si dice che se la gestante che deve raccogliere un oggetto caduto, accucciandosi, si piega sulle ginocchia e raccoglie l'oggetto con il braccio tenuto lungo il fianco, sia in arrivo una femmina, se, diversamente, si piega in avanti, a 90°, raccogliendo l'oggetto davanti a sé sia in arrivo un maschietto.

(fonte mamma.it)

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