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07.05.09

Beghelli: eccellenza italiana

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Fondato nel 1982 da Gian Pietro Beghelli, il gruppo Beghelli è leader in Italia e in Europa nel settore dell'illuminazione d'emergenza e opera inoltre nel settore dell'illuminazione a risparmio energetico e in quello dei sistemi elettronici per la sicurezza domestica, industriale e urbana.
La leadership si basa sulla capacità di saper interpretare le esigenze del mercato; negli anni, gli investimenti sulla qualità dell'offerta e del marchio Beghelli - conosciuto dal 92,8 % della popolazione italiana (fonte Doxa)- hanno contribuito all'affermazione del gruppo nei tradizionali settori di attività e rappresentano una garanzia di successo nel lancio di nuovi prodotti.

salvavita beghelli

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Ogni anno in Italia colpisce 4.200 persone sotto i 45 anni, cioè il 5.5% dell’incidenza totale dei casi nel nostro Paese

Per l’intero mese di Maggio, ALICe Italia Onlus – Associazione per la lotta all’ictus cerebrale- ha previsto una serie di iniziative di informazione, sensibilizzazione e screening sul territorio nazionale. Le iniziative hanno lo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza su questa grave patologia e di favorire, quindi, una migliore prevenzione. L’elenco dettagliato degli appuntamenti si potrà consultare sul sito: www.aliceitalia.org.

I NUMERI DELL'ICTUS - In Italia sono 200 mila le persone colpite da ictus ogni anno: di queste, 40 mila muoiono entro breve termine e altre 40 mila perdono completamente l’ autosufficienza, cambiando radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie. Dati allarmanti emergono dal recente convegno dal titolo «Ictus: conoscerlo per combatterlo» tenutosi a Roma presso la Sapienza Università di Roma, Policlinico Umberto I e promosso da Alice Giovani– sezione under 35 di Alice Italia. «L’ictus, è erroneamente considerata una patologia tipica dell’età avanzata – ha dichiarato la professoressa Marisa Sacchetti neurologa vascolare presso l’ Azienda Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Federazione Alice Italia Onlus - invece ogni anno in Italia colpisce 4.200 persone sotto i 45 anni, cioè il 5.5% dell’incidenza totale dei casi nel nostro Paese. La prevenzione di questa grave patologia e la diffusione della conoscenza dei fattori di rischio in questa fascia d’età assumono una valenza di vitale importanza». «L’ictus– ha aggiunto il professor Danilo Toni- Responsabile Stroke Unit Sapienza Università di Roma e presidente dell’Associazione Italiana Ictus - in occasione dell’incontro – è al secondo posto tra le cause di invalidità giovanile dopo la sclerosi multipla: il 16% dei giovani pazienti colpiti – ha concluso l’esperto – non è in grado di recuperare le proprie capacità neurologiche e resta pertanto invalido».

I FATTORI DI RISCHIO - Circostanze e cifre ancor più preoccupanti sono rappresentate invece dalla scarsa consapevolezza e conoscenza da parte dei giovani dei fattori di rischio e dei tipici sintomi dell’ictus. Sesso, età ed ereditarietà sono fattori di rischio non modificabili, ma altri fattori, come un’errata alimentazione, con l’alterazione dei grassi nel sangue, il fumo, l’abuso di alcool e droga dipendono dal comportamento dell’individuo e possono danneggiare le arterie già in età giovanile, predisponendo l’individuo a possibili attacchi di ictus. Proprio sul versante dei fattori di rischio, da una recente indagine universitaria svolta presso la Sapienza di Roma sempre da Alice Giovani - è emerso che più di un quarto (il 28%) dei ragazzi coinvolti dall’indagine di screening ha riferito di consumare alcolici in maniera eccessiva, mentre più del 50% di fumare quasi metà pacchetto di sigarette al giorno.

I SINTOMI - Dalla medesima indagine è emerso inoltre che solo 4 giovani su 10 sarebbero in grado di riconoscere i sintomi di un ictus cerebrale o saprebbero come comportarsi in una situazione di emergenza. I sintomi dell’ictus sono paralisi, debolezza o formicolio del viso, improvvisa perdita di forza del braccio o della gamba. Campanelli d’allarme, e quindi episodi da non sottovalutare, sono anche la perdita della vista o un semplice annebbiamento. A questi sintomi si aggiunge la perdita dell’equilibrio, vertigini, mancanza di coordinazione motoria e difficoltà di linguaggio. Letteralmente Ictus vuol dire «colpo»; si usa questo termine perché i sintomi compaiono all’improvviso, come conseguenza del danno ad una parte del cervello provocato dal mancato apporto di sangue; si tratta di una condizione grave e molto frequente che, nel mondo occidentale, rappresenta la seconda causa di morte e la prima causa di invalidità permanente. A.L.I.Ce. Italia-Onlus è una federazione libera e non lucrativa composta da associazioni di volontariato presente in 19 Regioni Italiane, in alcune delle quali con più di 2-3 Associazioni locali, formate da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale addetto all’assistenza, riabilitazione e volontari ed è l’unica ad essere impegnata da più di dieci anni nella lotta all’ictus cerebrale.

(fonte corriere.it)

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Il passeggino Stokke Xplory e il seggiolone Tripp Trapp sono consigliati come prodotti irrinunciabili nel nuovo libro ‘What to buy for your baby’ pubblicato nel Regno Unito da White Ladder

Xplory:


Tripp Trapp:

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I bambini che non riposano bene durante le ore notturne o che dormono una quantità di tempo inferiore alle 8 ore è più probabile che manifestino disturbi del comportamento come iperattività, irrequietezza e deficit dell'attenzione. Ad affermarlo è una ricerca condotta da un team di ricercatori dell'Università di Helsinki e del National Institute of Health and Welfare finlandese e pubblicata sulla prestigiosa rivista Pediatrics. In questi casi, mandare a letto i bambini anche solo una mezz'ora in anticipo potrebbe portare a sostanziali miglioramenti sul loro comportamento, sostiene la dottoressa Juulia Paavonen, responsabile dello studio. Prendendo in analisi un campione di 280 bambini di età compresa tra i 7 e gli 8 anni, il team di ricerca coordinato dalla Paavonen ha verificato che i piccoli che dormono, in media, meno di 7,7 ore a notte mostrano una maggiore incidenza di sintomi caratteristici della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), un disturbo sempre più diffuso nel mondo occidentale e che porta i bambini ad essere inquieti e impulsivi, e ad assumere comportamenti provocatori e talvolta violenti nei confronti dei compagni di scuola o dei maestri. Un adeguato sonno notturno può diminuire il loro stato di irrequietezza e migliorare la loro capacità di instaurare relazioni sociali “normali” con i coetanei, sottolinea la Paavonen. Allo stesso modo, dormire una quantità di ore opportuna è un vero toccasana per tutti i bambini, anche più piccoli, in quanto aiuta ad allentare il loro stato di tensione e ansia, spingendoli ad essere meno capricciosi o pestiferi. È inoltre un'ottima strategia preventiva per diminuire il rischio di problemi comportamentali che potrebbero lasciare i loro segni anche durante la vita adulta. Meglio quindi mettere a letto i figli un po' prima la sera e, nel caso che il loro programma televisivo preferito non sia ancora terminato, si può sempre ricorrere alla registrazione no?

Fonte: Paavonen EJ et al. Short Sleep Duration and Behavioral Symptoms of Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder in Healthy 7- to 8-Year-Old Children. Pediatrics 2009; 23(5):e857-e864.

(fonte it.notizie.yahoo.com)

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La comunicazione sui mass-media riguardante i problemi alla salute (per esempio quelli derivanti dall’eccesso di acidi grassi trans nella alimentazione) funziona, e spinge il pubblico a modificare le proprie abitudini. Ma purtroppo solo per poco tempo. Lo rivela uno studio pubblicato dall’American Journal of Preventive Medicine. I ricercatori dell’University of California di Los Angeles coordinati da Dominick L. Frosch hanno monitorato la spesa degli abitanti di un grande supermercato di Los Angeles per 129 settimane tra il 2005 e il 2007. Nei giorni immediatamente seguenti alla diffusione via stampa, tv e web di notizie o campagne informative contro l’eccesso di acidi grassi trans nell’alimentazione, le vendite di prodotti tradizionalmente ricchi di questo ingrediente dannoso subivano un calo significativo che durava all’incirca una settimana, per poi tornare ai livelli precedenti. “Le news sono una fonte di informazione preziosa per il pubblico, e possono aiutare la gente a prendere giuste decisioni sulla loro salute”, commenta Frosch. “Però il nostro studio dimostra che l’informazione al pubblico non è sufficiente a ingenerare cambiamenti durevoli negli stili di vita”. Fonte: Niederdeppe J, Frosch DL. News Coverage and Sales of Products with Trans Fat: Effects Before and After Changes in Federal Labeling Policy. American Journal of Preventive Medicine 2009; 395-401.

(fonte it.notizie.yahoo.com)

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