Link: http://www.ausilium.it

Ragazzini in cerca di eroi; l’esempio vale più della moda. Under 16 ai raggi X: e se fossero migliori dei genitori?

Ognuno di noi possiede più sfaccettature dentro se stesso: non solo chi siamo, ma anche chi potremmo essere se inseguissimo tutti i nostri sogni». Miley Cyrus ha diciassette anni e come Hannah Montana, il suo alter ego protagonista di una serie su Disney Channel, un tour musicale e un film che spopola nelle sale, è un simbolo per milioni di ragazzini. Perché è famosa, certo. Ma soprattutto perché i giovanissimi la sentono come una loro, alle prese con la difficoltà di crescere: «Sono destra? Sono mancina? - si chiede Hannah-Miley nell’autobiografia «La mia strada» (Disney Libri), che sarà presentata giovedì alla Fiera del Libro di Torino - Sono una cantante, un’attrice, una persona con una vita privata? Perché non posso essere tutte queste cose allo stesso tempo?».

ipod

Una sfida, quella della costruzione della propria identità, che appartiene ai ragazzini di tutti i tempi: ma che per questa generazione ha caratteristiche diverse e più complesse, perché grazie alla tecnologia per loro si moltiplicano i livelli e le opportunità. «Expo Teens», li chiama il professor Francesco Morace, che sugli 11-16 enni ha condotto per «Future Concept Lab» un’approfondita ricerca. «Expo», spiega, «sta per “esplorazione” e per “esposizione”. Gli adolescenti hanno la possibilità di esplorare un mondo enorme ma accessibile grazie alla tecnologia, e nello stesso tempo hanno la necessità di essere protagonisti, esporsi sui mass media, farsi notare».

Vediamo solo il peggio
Un desiderio di protagonismo quasi sempre demonizzato dai grandi: «Noi sottolineiamo soltanto le punte negative - spiega la sociologa Valentina Ventrelli -, ma i bulli finiti su Youtube, o la ragazza che si fotografa nuda con il cellulare non sono una novità di questi anni. I ragazzi in qualche modo disputarti ci sono sempre stati, la tecnologia di oggi non fa che ingrandire il palcoscenico. Ma quella stessa tecnologia serve a facilitare relazioni e informazioni, e aiuta il talento a venir fuori». È la differenza tra reality show e talent show, spiega Morace. «Nel primo caso ci si limita a farsi vedere, nel secondo si lavora duramente per far emergere le proprie qualità».

La differenza sta soprattutto nello sguardo dell’adulto, che può usare i ragazzini come consumatori o aiutarli a sviluppare le proprie potenzialità. Il nodo sta proprio lì, nel difficile rapporto tra adolescenti e adulti. «Abbiamo paura di loro perché sono dei mutanti, così diversi da come eravamo noi alla loro età - dice Ventrelli - e rinunciamo a proporci come modelli. Mentre hanno enorme bisogno di maestri». Anche perché sono una generazione molto concreta e poco ideologica: non sono affascinati dalle grandi idee ma dall’esperienza di persone che per la loro storia personale hanno saputo dimostrare la loro capacità, e questo vale sia per uno zio particolarmente «figo», che per uno sportivo come il portiere della Juve Gianluigi Buffon, che ha raccontato di essere stato emarginato da ragazzino e poi è riuscito a «sfondare».

«Ne dovrebbero tener conto anche le scuole - dice Morace - i ragazzi faticano a seguire, per esempio, i concetti astratti di geografia. Ma se un professore racconta un viaggio pendono dalle sue labbra». Poi, come in ogni tempo, per i ragazzi è fondamentale il gruppo «dei pari», come luogo fisico ed emotivo di condivisione. E se è vero che la tradizionale piazzetta di incontro si sta trasformando in una piazza virtuale, fatta di chat, social network, forum e blog, è anche vero «che le relazioni che ne nascono non sono affatto virtuali, ma profonde e autentiche. I ragazzi non sono sopraffatti dalla tecnologia, la usano per trovare persone simili a loro nei gusti e nelle passioni».

Cambiano all’improvviso

Crolla anche un altro mito. «Non sono affatto schiavi della moda come crediamo, anzi sono molto meno pecoroni delle generazioni dei genitori, da quella dell’eskimo a quella dei paninari. Hanno un rapporto con la moda più distaccato e indipendente». Una capacità di cambiare rapidissima secondo il gusto, l’umore, le occasioni, che spiega bene Hannah Montana «nei miei armadi c’è di tutto, grandi firme e robaccia, quello che scelgo io e quello che la gente vuole che io indossi, tutto appallottolato insieme e difficile da dividere». I teenager mutanti hanno però un cuore antico.

«Questo è il problema - conclude Morace - hanno un’intelligenza rivoluzionaria, sono veloci, reattivi, sintetici, solo un po’ a rischio di superficialità. Ma un’affettività tradizionale: sono mammoni, hanno paura delle interrogazioni, patiscono l’esclusione e la noia. Bisogna star loro vicini, i genitori prima di tutto, superando il loro terrore di essere inadeguati. E, perché no?, anche i nonni, importanti per dare il senso di memoria e di prospettiva temporale». Non a caso Miley Cyrus dedica il libro «alla memoria mio nonno, non solo il mio migliore amico, ma il mio eroe».

No feedback yet

Leave a comment


Your email address will not be revealed on this site.

Your URL will be displayed.
(Line breaks become <br />)
(Name, email & website)
(Allow users to contact you through a message form (your email will not be revealed.)

Un mondo di idee sul benessere e la salute!

Aiutaci a migliorare il servizio offerto!

Compila il questionario cliccando sulla seguente icona. Il tuo contributo è importante! Help us

Search

September 2010
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
 << <   > >>
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      

Link Utili

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360°provenienti dal mondo dei blog! Iscritto su Aggregatore.com Top 100 Blog
CIAO