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Scongiurare l'obesità mangiando meno o semplicemente mangiando più lentamente? La probabilità di diventare obesi, o di accumulare chili di troppo, è infatti direttamente proporzionale alla velocità con cui viene consumato il cibo durante i pasti. Ad affermarlo è uno studio apparso sulla rivista British Medical Journal che ha preso in esame le abitudini alimentari di 3 mila pazienti giapponesi, verificando la loro “voracità” nel consumare i cibi e il loro indice di massa corporea.

I risultati hanno mostrato che i divoratori di cibo hanno una probabilità di essere in sovrappeso dell'84 per cento maggiore rispetto a chi consuma i cibi lentamente. E la percentuale pare addirittura doppia nel caso delle donne. Secondo gli scienziati, l'abitudine a mangiare velocemente può portare ad alcuni squilibri nel sistema con il quale i segnali vengono inviati dallo stomaco al cervello, provocando il senso di sazietà.
Ingurgitare il cibo troppo rapidamente porta inoltre a riempire lo stomaco ancor prima che vengano innescati i segnali gastrici per una corretta digestione. Per una dieta equilibrata e una linea perfetta, meglio quindi seguire i vecchi consigli della nonna: mangiare un po' di tutto ma masticando molto lentamente, almeno venti volte per ogni boccone.
Fonte: Maruyama K, Sato S, et al. The joint impact on being overweight of self reported behaviours of eating quickly and eating until full: cross sectional survey. BMJ 2008; 337:a2002.
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Una vita longeva? Non è affidata solo alla fortuna, ma anche a una serie di fattori che sono più facilmente controllabili e persino misurabili. La rivista dedicata alla salute Prevention ha stilato un elenco di 14 segni che indicano una forte probabilità di longevità.

Ecco i 14 fattori che fanno vivere a lungo:
1) avere una madre che vi ha partorito sotto i 25 anni
2) bere almeno 2 tazze di tè al giorno
3) camminare almeno per 30 minuti al giorno
4) non bere mai bibite gassate, nemmeno con calorie zero
5) avere gambe allenate e ossa resistenti
6) consumare abitualmente frutta e verdura rossa
7) aver passato un’adolescenza sana e senza obesità
8) non mangiare carne rossa e hamburger
9) avere una cultura medio-alta
10) avere una vita sociale attiva e molti amici
11) frequentare amici con abitudini sane
12) avere il gusto per le nuove sfide e amare i cambiamenti
13) fare le pulizia di casa da soli
14) essere ottimisti
Fonte: Gordon S. 14 Surprising Signs You’ll Live Longer Than You Think. Prevention.com 20/10/2008.
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Roma, 14 ott. (Adnkronos Salute) - L'enciclopedia 'collaborativa' on line Wikipedia e il motore di ricerca per eccellenza, Google, sono i siti internet da cui gli europei attingono abitualmente informazioni in tema di salute.
Negli ultimi 12 mesi, secondo un'indagine condotta da Manhattan Research, ben 157 milioni di abitanti del Vecchio Continente hanno utilizzato il web come fonte di conoscenza su malattie, farmaci o medici e la maggior parte dichiara di 'cliccare' più spesso su Wikipedia o Google piuttosto che digitare l'indirizzo di un particolare sito di salute. Ma si tratta di preferenze che cambiano attraversando l'Oceano: i 145 milioni di americani che hanno utilizzato la Rete per cercare informazioni mediche durante l'ultimo anno, infatti, hanno optato per spazi internet precisi, che aiutino a risolvere in maniera indipendente ma precisa i piccoli problemi di salute, dato che i consulti medici sono spesso troppo cari soprattutto per chi non ha l'assicurazione sanitaria.
Un fenomeno che si spiega anche con la disponibilità, negli Usa, di pubblicità sui farmaci dirette al pubblico, pratica vietata in Europa. Durante gli spot , infatti, vengono indicati siti web da cui attingere maggiori informazioni, ai quali gli statunitensi si rivolgono, a quanto pare, con molto disinvoltura.
Adnkronos - 14-10-2008 - 19.17
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Considerano lo sport importante per i figli, sono attente alla loro alimentazione, ritengono di esser informate. Sono le mamme dei futuri potenziali protagonisti dello sport: un panel di oltre 500 giovani donne con figli tra i 5 e i 14 anni, intervistate da Coesis Research all’indomani dei successi olimpici di Pechino. Ed ecco subito i primi risultati confortanti: ben 91 per cento delle intervistate si ritiene attenta all’alimentazione quotidiana dei propri figli e il 50 per cento si riconosce nella categoria, tipicamente italiana, delle “apprensive”. Solo l’8 per cento, infine, in quella delle “distratte”. Insomma, delle vere sentinelle per i propri figli.
“Per me l’alimentazione è fondamentale", dichiara Valentina Vezzali, pluricampionessa olimpica di fioretto. "Da atleta ritengo che si debba mettere della benzina buona nel nostro corpo che è come una macchina, per stare al meglio. Siamo quello che mangiamo. E anche il mio bambino deve mangiare bene e tutto. Subito dopo lo svezzamento di Pietro, mio figlio, ho iniziato a inserire nelle pappine del formaggio e oggi tra i suoi preferiti c’è senz’altro lo svizzero con i buchi, anche perché, lo confesso, mi diverto a dirgli che quei buchi li ho creati io con il mio fioretto!”.
Ma, aldilà delle sportive note, sicuramente informate sui concetti basilari di una sana alimentazione, che cosa sanno le mamme comuni? Possiedono le informazioni necessarie per accompagnare la crescita dei futuri campioni? Il 90 per cento delle donne intervistate sembra aver chiaro il ruolo fondamentale che il calcio ricopre nello sviluppo fisico dei figli. Ma, analizzando più nel dettaglio, si scopre invece che solo il 43 per cento conosce la reale quantità del fabbisogno del calcio, e ben il 49 per cento delle intervistate è invece convinto che la quantità di calcio per i propri figli sia di soli 300-500 mg.
Ma qual è, dunque, il fabbisogno reale? Risponde Loredana Torrisi, dietista specializzata di alimentazione e sport del CONI: “Il dato rilevato è sconcertante. Il 74 per cento ritiene di poter offrire ai propri figli il giusto fabbisogno attraverso un semplice gelato al fiordilatte. C’è addirittura chi sceglie la banana come merenda ideale (10 per cento) o chi offre ai propri bimbi una porzione di formaggio solo 1 o al massimo 3 volte alla settimana (18 per cento una volta a settimana, 8 per cento meno di una volta, 3 per cento mai), seppur scegliendo – e questo è bene – principalmente quelli stagionati (Le Gruyere, Emmentaler, Asiago, Fontina ecc.) che hanno un maggior apporto di calcio e il vantaggio di non contenere lattosio. Queste mamme sicuramente non hanno ben chiara l’importanza del giusto apporto di calcio per i propri figli, specie se di sesso femminile (prevenzione osteoporosi), e/o non sanno quali alimenti sono ricchi di questo importante sale minerale".
Solo il 18 per cento concede al proprio figlio un’assunzione quotidiana, anche se non necessariamente come piatto pietanza ma anche come alimento complementare ad un altro ingrediente (pasta al pomodoro e formaggio, polenta al formaggio fuso, pane e formaggio, ecc.). Ciò offre la sicurezza di apportare costantemente il calcio (tra l’altro quello proveniente dal latte e derivati è quello più assimilabile), che oltre ad essere necessario per la crescita scheletrica, è utile per la contrazione muscolare (attività fisica ricreativa, sport). Una piccola porzione da 15-25 g, infatti, apporta 200 mg di calcio (25-35 per cento del fabbisogno giornaliero), una porzione da 60-80 g circa 800 mg di calcio pari all'80-100 per cento del fabbisogno giornaliero.
La merenda ideale? Un bambino su due preferisce il classico prosciutto e formaggio come panino per un break sano e gustoso, seguito con molto distacco da pane e mortadella (13 per cento), pane pomodoro e mozzarella (11 per cento), pane e cotoletta (10 per cento).
“Un’ottima abitudine", spiega Loredana Torrisi. "Il pane è ricco in carboidrati, utili come fonte di energia per le attività svolte dai ragazzi. Il formaggio è invece ricco di proteine e di calcio, essenziali per la crescita muscolo-scheletrica. Tale binomio (pane e formaggio) fa sì che questa sia una ottima merenda per coprire il fabbisogno di calcio (un toast con formaggio stagionate apporta 350 mg di calcio, circa il 35 per cento del fabbisogno giornaliero). Inoltre la preparazione del panino non necessita di tempi lunghi ed è un compromesso “trasgressivo” per piccoli ed adolescenti perché lo possono mangiucchiare senza dover rispettare le regole del bon ton (stare composti a tavola, utilizzare bene le posate, ecc.) e fa “festa” (pic-nic)”.
Fonte: Ufficio stampa SCM Swiss Cheese Marketing 2008.
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