Freddo e gelo:anziani a rischio frattura del femore

18 gennaio 2013

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Freddo e gelo:anziani a rischio frattura del femoreCon le temperature rigide di questi giorni gli over sessantacinque dovrebbero prestare particolarmente attenzione agli spostamenti, senza sottovalutare però le insidie della casaSono più di 12milioni gli ultrasessantacinquenni italiani nel 2012 secondo i dati Istat. Fra le più comuni problematiche legate all’età, c’è senza dubbio la tanto temuta frattura del femore, incubo ricorrente nei pensieri dei figli con genitori anziani. Ma se con il freddo e il gelo di questi giorni il buon senso invita a spostarsi solo in caso di necessità e con prudenza, non bisogna dimenticare che il rischio frattura non è solo dietro l’angolo della strada, ma anche dietro una delle pareti di casa. Ogni anno, infatti, oltre 3000 persone muoiono tra le mura domestiche a causa di cadute e ogni 10 secondi nelle abitazioni civili si verifica un incidente che richiede un ricovero ospedaliero. Le cadute nell’anziano aumentano con l’avanzare degli anni. Il 35‑40% dei soggetti di età superiore ai 65 anni cade almeno una volta l’anno e l’incidenza risulta molto più elevata negli ultrasettantacinquenni: più di un terzo cade ogni anno nella propria abitazione e nel 50% dei casi si tratta di cadute ricorrenti.

Ma quali possono essere le cause delle cadute nella popolazione anziana?

“I fattori che aumentano il rischio di caduta – risponde prof. Evaristo Ettorre, geriatra dell’Umberto I – sono dovuti solitamente a cause relative all’ambiente e a fattori relativi alla persona, ovvero individuali. Tra le concause ricordiamo i pavimenti bagnati e scivolosi, i tappeti, i fili elettrici, le scale ripide senza mancorrenti, i gradini sconnessi, i letti troppo alti o eccessivamente bassi, la scarsa illuminazione, i bagni inadeguati; tra i fattori individuali, invece, segnaliamo le patologie e/o comorbidità tipiche del soggetto anziano, quali alterazioni dell’andatura, instabilità posturale, riduzione della vista, riduzione dell’udito, patologie cardiache, sincopi, calzature inadeguate, protesi e ausili non idonei, farmaci. Le cause più frequenti di caduta quindi – secondo il nostro parere – sono quelle ambientali, seguite da disturbi della marcia e dell’equilibrio”.

Ma quanto è frequente la morte dovuta a una caduta?

“Le cadute di per sé sono la quinta causa di morte negli anziani, in quanto l’incidente spesso innesca scompensi a cascata (focolai bronco‑pneumonici, decubiti, incidenti vascolari quali trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP), sindrome da immobilizzazione) che sono, in ultima analisi, i responsabili dell’exitus”.

Come si possono dunque prevenire le fratture nell’anziano?

“Le fratture sono presenti, nel 10% dei casi circa, come conseguenza di una caduta. L’anziano, a causa di una maggiore fragilità ossea per le cause più svariate, è maggiormente a rischio di fratture, specie a livello del femore, che costituiscono un grave problema sanitario nei Paesi industrializzati. La prevenzione delle cadute dunque è la migliore terapia possibile: bisogna agire cercando di modificare i fattori di rischio (ambientali ed individuali), spronare l’anziano  ad esporsi alla luce solare (ciò aiuta a garantire livelli adeguati di Vitamina D), fare attività fisica (quando possibile, per un miglioramento delle capacità cardiovascolari), passeggiare quindi almeno per 20 minuti al giorno e mangiare in modo sano (attenendosi in particolar modo alla dieta mediterranea)”.

Quali sono allora i consigli pratici da raccomandare?

“Bastano semplici accorgimenti rivolti soprattutto alle piccole cose della vita quotidiana, come usare un bastone adatto alla propria altezza, anche un quadripode o una stampella non alzarsi mai velocemente dal letto, indossare scarpe adatte con suole non scivolose, non salire su sgabelli o sedie, limitare l’assunzione di alcool, evitare percorsi al buio illuminando adeguatamente la casa, non lasciare cavi elettrici sui pavimenti o tappeti scivolosi; per strada bisogna fare attenzione a scalini, rampe, scale mobili, superfici irregolari. Ne segue, quindi, che il primo elemento di una significativa prevenzione è la conoscenza degli eventi da modificare o eliminare”.

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