Asma: sport e buone pratiche. Impariamo a conoscerla.

Lo sport fa bene all’asma
Come contrastare l’asma: igiene del respiro e misurazione

La Giornata Mondiale dell’Asma incoraggia chi ne soffre e informa chi vuole conoscerla

Il respiro che manca, la tosse che incalza e fa aumentare l’affanno. L’asma bronchiale colpisce e intimorisce 3 milioni di italiani e 1 bambino su 10. Sì, perché l’asma è una patologia che non va sottovalutata, ma va conosciuta e gestita. Con l’asma si può infatti praticare sport e anche diventare campioni, come Federica Pellegrini, lo sciatore Giorgio Di Centa o il ciclista Miguel Indurain.

Lo sport fa bene all’asma

I polmoni di un bambino e di un adulto che soffre di asma vanno ‘educati’ e supportati. È importante praticare sport, magari preferendo la palestra invece che l’aria aperta se l’asma è scatenata da pollini e si è in piena fioritura. La scelta è però soggettiva perché alcune persone sono più soggette ad attacchi d’asma inalando aria fredda, altri invece temono l’umidità delle palestre.
Lo sport, praticato inizialmente con progressione e informando gli allenatori del problema asmatico:

  • migliora la funzionalità polmonare: educando i polmoni e sviluppandoli armonicamente
  • potenzia le difese immunitarie: allontanando raffreddori e malattie respiratorie che spesso innescano le crisi asmatiche
  • stimola il rilascio di endorfine: gli ormoni che aiutano l’umore e la disposizione positiva nei confronti delle difficoltà causate dall’asma
  • contrasta il sovrappeso

 

Come contrastare l’asma: igiene del respiro e misurazione

La Giornata Mondiale dell’Asma invita i malati e tutta la cittadinanza a conoscere meglio i vari tipi di asma e difendersi in modo semplice. L’asma può infatti essere allergica o bronchiale, avere origine batterica o essere stagionale, e anche causare apnee notturne.
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