Donne e Disabilità. Una mozione parlamentare impegna a fare di più

Donne disabili discriminate su più fronti: si può e si deve fare di più

Una frase, uno sguardo, un impedimento materiale o legislativo forte a realizzare una attività che faccia davvero sentire una donna o una ragazza disabile davvero inclusa. Rispettata e nella possibilità di fare ciò che tutte le altre donne in Italia fanno, per sé e il proprio benessere psicofisico e materiale.

È questo il senso dell’impegno che il Governo assume grazie alla mozione recentemente firmata da tutto il Parlamento. La pratica non è definita, ma apre a un ventaglio di interventi ampio quanto sono ampie le difficoltà che le donne con disabilità incontrano tutti i giorni.

Difficoltà, pregiudizi, consapevolezza della propria femminilità

Sono quasi 2 milioni le donne con una disabilità in Italia. Lavorano, studiano, si spostano, fanno acquisti, hanno cura della loro bellezza e femminilità. Alcune curano anche malattie potenzialmente mortali come le cure oncologiche, ma non solo. E combattono contro difficoltà e pregiudizi.

Ecco in cosa la mozione impegna il governo:

  1. a tenere sempre in considerazione la discriminazione multipla cui sono soggette le minori e le donne con disabilità e la gravità delle conseguenze che essa comporta per le loro vite e, conseguentemente, ad assicurare che siano sempre integrate, nella realizzazione delle politiche pubbliche, azioni e misure in tema di parità di genere nonché quelle inerenti alla disabilità;
  2. in particolare, ad assumere iniziative volte a:
    • tutelare la dignità e la libertà di scelta e di autodeterminazione delle donne e delle ragazze con disabilità, garantendo loro pieno accesso alle cure mediche, anche con riferimento all’ambito ginecologico, della salute sessuale e riproduttiva;
    • tutelare il diritto all’autodeterminazione delle donne con disabilità anche sotto il profilo dell’espressione della propria sfera affettiva e sessuale, avendo particolare attenzione alle esigenze delle donne con disabilità intellettive, cognitive e comportamentali, assicurando il supporto di personale professionalmente formato operante nelle diverse tipologie dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali;
    • assicurare che siano esposte alle pazienti con disabilità tutte le necessarie informazioni, con le forme e le modalità adeguate secondo le diverse condizioni di disabilità, per permettere loro di assumere decisioni sulla propria salute e sul proprio corpo senza alcuna coercizione e promuovendo, a tal fine, iniziative di formazione specifica e aggiornamento del personale medico e dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali coinvolti.
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