Legge sul Dopo di Noi: via libera 2018 per 51 milioni

Disabili, a casa propria e mai più senza tutele. Le Regioni danno via libera al riparto dei fondi

Mancava solo il via libera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome al riparto dei fondi 2018 per la gestione della cosiddetta Legge 112/2016 sul Dopo di Noi per tutelare le persone con disabilità grave che non abbiano più nessuno in grado di occuparsi di loro.

Perché è per chi. Dalla L.104 del 1992 al recepimento delle indicazioni internazionali

Approvata in via definitiva nel giugno 2016, quella sul Dopo di Noi era una legge attesa da decenni che si innesta su un cammino giuridico e soprattutto culturale. Come si legge nell’articolo 1 «è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità» e per la prima volta riconosce specifiche tutele alle persone con disabilità.

L’obiettivo della legge sul Dopo di Noi è garantire indipendenza alle persone disabili, consentendo loro per esempio di continuare a vivere nella propria casa o in strut gestite da associazioni, evitando così il ricorso all’assistenza sanitaria, spesso ancora lacunosa e non adeguata.

Agevolazioni, finanziamenti e ripartizione regionale

Il Fondo 2018 avrebbe in realtà previsto 56 milioni di euro e le Regioni hanno accompagnato la delibera con la raccomandazione al Governo di rendere strutturale il Fondo affinché realmente dia continuità ai progetti già attivati da parte di famiglie e associazioni.

A ciascuna Regione del Fondo viene attribuita una quota calcolata in base al numero della popolazione regionale compresa nella fascia d’età 18-64 anni – sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione residente.

Sono confermate le agevolazioni fiscali previste dalla norma, cioè contratti a tutela dei disabili gravi, detrazioni sulle spese sostenute per sottoscrivere polizze assicurative, strumenti di tutela legale e sgravi o esenzionii sui trasferimenti di beni dopo la morte dei familiari.
Le Regioni, come da Legge 112/2016, verificano l’attuazione delle attività svolte, secondo i criteri stabiliti dal Ministero del lavoro.