Malattie a trasmissione sessuale: preservativi sicuri alleati

Non solo AIDS. Informarsi e prevenire è doveroso

Se l’astinenza dal rapporto sessuale –di ogni tipo– o la certezza che il partner non è affetto da malattie veneree è l’unica vera protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, una barriera pressoché totale è costituita dal preservativo. L’allarme e l’invito all’utilizzo sono lanciati dallo stesso Ministero della Salute ad ogni campagna annuale di prevenzione contro l’AIDS, ma anche –proprio in queste settimane– contro tutte le malattie a trasmissione sessuale. Il motivo sono i dati allarmanti sulla diffusione di gonorrea, clamidia e sifilide in Italia e nella popolazione giovane: + 400% in 15 anni di casi di sifilide nella sola città di Bologna.

Dalla candida al papilloma virus fino a clamidia e sifilide
L’informazione sulla pericolosità delle malattie sessualmente trasmesse viene fatta già nella scuola dell’obbligo, ma viene spesso sottovalutata dai giovani e poi non approfondita dagli adulti. Se la candida è causata da un fungo normalmente presente dell’organismo umano che può diventare patogeno in determinate condizioni e che di fatto non viene quasi mai curata in modo definitivo prima della menopausa, altre malattie sono assai più pericolose per la vita stessa di chi le contrae e, in caso di gravidanza, trasmissibili anche al feto o al bambino nel momento del parto.
La clamidia può essere asintomatica, ma causare nella donna danni alle tube di Falloppio e la malattia infiammatoria pelvica; e nell’uomo infezioni a danno di testicoli e prostata.

Il Papilloma Virus
Sottovalutata e tutt’altro che debellata –anche se nell’immaginario collettivo è legata alle narrazioni sulle case d’appuntamento di secoli e decenni passati–  è la pericolosissima sifilide: malattia complessa che in stadi avanzati conduce a complicanze come cardiopatie, demenza, cecità, paralisi e morte.
La più frequente tra le malattie sessualmente trasmesse è il papilloma virus. La sua diffusione è agevolata dal fatto che sia asintomatica, ma rappresenta il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina.

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